Con oltre 110 opere realizzate dall’artista dal 1910 al 1953, tra ritratti, paesaggi, composizioni e nudi femminili mai esposti sinora nel nostro paese, la mostra è la prima retrospettiva italiana dedicata Yasuzo Nojima (1889–1964), una delle più importanti figure della storia della fotografia moderna giapponese.
La mostra, curata da Filippo Maggia e Chiara Dall’Olio, è realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Modena in collaborazione con il Museo Nazionale di Arte Moderna di Kyoto (MoMAK), che ha individuato nel Fotomuseo Panini di Modena una sede ideale per l’allestimento, in conseguenza dell’interesse per le reciproche collezioni e degli scambi in corso tra le due istituzioni.
Il lavoro di Yasuzo Nojima spazia dal pittorialismo degli anni Venti alla fotografia moderna con influenze Bauhaus degli anni trenta per concludersi con uno sguardo volutamente astratto dalla realtà negli anni del secondo conflitto mondiale. Non si può restare impassibili di fronte alla plasticità dei corpi, dei volti, degli oggetti da lui ripresi. Il soggetto, qualunque esso sia, esce dalla bidimensionalità della carta. In contrasto con la debolezza fisica di cui l’artista soffrì per buona parte della vita, le sue fotografie sono dotate di una forza sorprendente, che travalica i confini nazionali e va ben al di là delle correnti artistiche di inizio Novecento, facendo dell'artista nipponico un maestro della fotografia internazionale.
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In contrasto con la debolezza fisica di cui l’artista soffrì per buona parte della vita, le sue fotografie sono dotate di una forza sorprendente, che travalica i confini nazionali e va ben al di là delle correnti artistiche di inizio Novecento, facendo dell'artista nipponico un maestro della fotografia internazionale.
Yasuzo Nojima (Urawa 1889 – Hayama Isshiki 1964) è una delle più importanti figure della storia della fotografia moderna giapponese. Il suo lavoro spazia dal pittorialismo degli anni Venti alla fotografia moderna con influenze Bauhaus degli anni Trenta per concludersi con uno sguardo volutamente astratto dalla realtà negli anni del secondo conflitto mondiale.
I primi lavori di Nojima sono caratterizzati da una densità di toni e da un’aria malinconica tipici del pittorialismo, dovuti da un lato ai procedimenti di stampa ai pigmenti utilizzati (soprattutto la stampa alla gomma e al bromolio) e dall’altro alla sua finissima sensibilità. Negli anni Trenta il suo stile cambia drasticamente, grazie alle influenze delle nuove tendenze della fotografia tedesca: abbandona la stampa ai pigmenti per la gelatina a sviluppo e di conseguenza adatta l’estetica dell’immagine al nuovo medium.
Per Nojima il vedere era tutto e non si privava mai della macchina fotografica. Egli registrò, protesse e pubblicò la “bellezza” che vide e scoprì nel mondo che lo circondava. Non uscì mai dal Giappone, ma l'apertura delle sue idee lo porta oggi all'attenzione del pubblico internazionale. Egli fu un grande maestro della fotografia come pura forma d'arte, interpretò i due movimenti artistici del pittorialismo e del modernismo appropriandosi dei loro linguaggi espressivi in maniera personale.
Noijma è conosciuto anche per essere stato un appassionato sostenitore dell’arte contemporanea del suo tempo: nel 1919-20 aprì a sue spese la galleria “Kabutoya” nel distretto Jimboō-choō di Tokyo dove espose artisti nazionali appartenenti alle nuove avanguardie d’ispirazione occidentale. Chiusa la galleria aprì lo studio fotografico “Nonomija” che divenne il punto di riferimento della nuova generazione di fotografi giapponesi ispirati alla fotografia americana ed europea contemporanea. Negli anni Trenta organizzò nel salone di casa sua mostre di celebri pittori come UMEHARA Ryuūzaburoō (1888–1986) e KISHIDA Ryuūsei (1891–1929), comportandosi da mecenate nei loro confronti. Fra il 1932 e il 1933 fondò insieme ad altri fotografi e ad un grafico, HIROMU Hara (1903-1986) la rivista di fotografia Kōoga (Light Pictures/Immagini di luce 1932–33), che ebbe un ruolo importantissimo nella diffusione e sviluppo della fotografia moderna in Giappone, introducendo le teorie della straight photography di Stieglitz e della Bauhaus tedesca e fornendo un “luogo” di dialogo sulla fotografia di cui le nuove generazione di artisti avevano assoluto bisogno.

TITOLO
Yasuzo Nojima.
Un maestro pittorialista del Sol Levante tra pittorialismo e modernismo
A CURA DI
Filippo Maggia e Chiara Dall’Olio
PROMOSSA DA
Fondazione Fotografia
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Fotomuseo Panini di Modena
in collaborazione con
The National Museum of Modern Art, Kyoto
con il sostegno di Japan Foundation
SEDE ESPOSITIVA
Fotomuseo Panini
Via Giardini 160,
Modena
PERIODO
dal 27 marzo 2011 al 5 giugno 2011
INAUGURAZIONE
sabato 26 marzo 2011
ORARI DI APERTURA
dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19
ingresso gratuito
CATALOGO
Skira Editore, Milano 2011
testi di
Chiara Dall’Olio – direttrice Fotomuseo Panini, Modena
Shinji Kohmoto – curatore della fotografia presso National Museum of Modern Art, Kyoto
UFFICIO STAMPA
Cecilia Lazzeretti, Leonid Izvestnov
tel. 059 239888 - fax 059 238966
ufficiostampa@fondazione-crmo.it
INFORMAZIONI
FONDAZIONE FOTOGRAFIA
c/o Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
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