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SEDE ESPOSITIVA
Il Foro Boario tra passato e
presente
Foro Boario
Via Bono da Nonantola
Info
320.0452126
059.2032660
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SEDE
ESPOSITIVA
Il Foro Boario tra passato e presente
Il Foro Boario, sede di riferimento per le attività
espositive della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dal
2002, fu fatto costruire nella prima metà dell'Ottocento
dal Duca Francesco IV Austria Este, che ne assegnò
la progettazione all'architetto Francesco Vandelli, autore
di numerosi edifici pubblici modenesi, tra i quali il Teatro
Comunale e la Manifattura Tabacchi.

In una cronaca del tempo la costruzione dell'edificio è
così descritta: "Nel 1833 si mettea mano all'edificio,
il quale, oltre all'abbellire questa parte di città,
dovea presentare comodo riparo ai concorrenti al mercato dei
bovini, le numerose contrattazioni de' quali riescono uno
dei più importanti rami del nostro commercio, e nello
stesso tempo servire all'occorrenza di caserma o laboratorio
pei poveri, o di ospedale. Voleva l'Augusto Sovrano col proprio
privato erario sostenerne la spesa che ascese a 290.000 franchi
(
..). Nell'opera manuale si impiegarono a preferenza
quelli tra la gente della campagna, nel breve interrompimento
della tranquillità pubblica (si allude ai moti carbonari
del 1821, ndr), i quali eransi fatti ascrivere alle volontarie
milizie poco prima create, e quel lavoro che a comodo principalmente
della classe agricola era destinato, venia da gente della
campagna costruito".
Una lapide al centro della facciata dell'edificio che si
affaccia su via Berengario ricorda Francesco IV, l'anno di
costruzione (il 1834) e la dedica del Duca ai "fedeli
agricoltori" ("honori et commodo fidelium agricolarum"):
si trattava infatti di una grandissima struttura destinata
al piano terra al mercato bovino (il Foro Boario appunto)
e ai piani superiori all'immagazzinamento di prodotti agricoli,
in particolare granaglie, a costituzione di scorte alimentari
nell'eventualità di carestie.
Questa destinazione urbana annonaria ebbe vita assai breve
e dopo solo poco più di un decennio già l'edificio
era trasformato in caserma. Tale rimase anche dopo l'unità
d'Italia e fino a quando la comunità modenese non ne
rivendicò l'uso per la città (secondo ciò
che peraltro il Duca stesso aveva voluto) e lo riacquistò
dallo Stato italiano durante il regno di Umberto I. Così
fu sino al 1989, allorché iniziarono i lavori di restauro
e riuso per la nuova sede della Facoltà di Economia
dell'Università di Modena, inaugurata nel 1994.
Le due ali simmetriche, a piano terra, sono adibite rispettivamente
a biblioteca della Facoltà (ala est) e a sede di esposizioni
temporanee (ala ovest). Ai piani superiori sono collocati
le direzioni e le segreterie di dipartimento, l'ufficio di
presidenza e la segreteria di presidenza.
Il Foro Boario ha uno straordinario interesse architettonico
e urbanistico per quanto riguarda la storia e la forma della
città. E' una costruzione assolutamente unica nel panorama
negli interventi di architettura ducale per dimensioni, tipologia
e collocazione: si tratta di un lunghissimo edificio (circa
250 metri), della profondità di circa 20 metri, perfettamente
bifronte, con quattro facciate a due a due identiche; un corpo
centrale di circa 45 metri di fronte si erge su di un altissimo
porticato di tre arcate ed ai lati due ali simmetriche di
altezza inferiore sono scandite da 17 arcate ciascuna e concluse
da un corpo chiuso a forma di "torretta". Coronano
alla sommità il corpo centrale un fastigio con l'orologio
e quattro panoplie opera dello scultore Luigi Righi, raffiguranti
l'Allegoria delle Armi, della Fertilità, delle Arti
e del Tempo.
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